Un fotografo che decida di fotografare a colori dovrebbe conoscere le diverse caratteristiche che ci sono tra le varie emulsioni delle varie marche di pellicole. Anche tra pellicole della stessa casa possono esserci delle differenze. Il tutto per capire quale tipo di pellicola è più efficace per il nostro progetto fotografico da realizzare. Le differenze principali riguardano la risposta cromatica, l'effettiva sensibilità e la latitudine di posa. Ogni casa fornisce i dati in riferimento a queste grandezze, ma i test personali sono la via più sicura per farsi un'idea personale della pellicola che più si addice a noi e al nostro intento.
Per fare i test bisogna essere rigorosi e rispettare sempre le stesse condizioni, ovvero, la non variabilità del soggetto, dell'illuminazione, della fotocamera, dell'obiettivo, del diaframma, del tempo di scatto e delle distanze di scatto e delle fonti di luce. Una attenzione particolare va posta alla temperatura colore, in quanto questa dovrà essere adeguata a quella su cui è stata tarata la pellicola colore.
Per il test bisogna procurarsi un cartoncino delle dimensioni di 40x50 cm sul quale incollare strisce di carta opaca nei diversi colori, tra cui anche una nera, una bianco puro ed un una grigio al 18%.
Preparato il tutto si illumina con una luce compatibile con la pellicola e si eseguono diverse fotografie con
esposizioni aventi valori diversi. Si comincerà con l'esposizione "corretta" per il totale del campione, ad esempio f8 1/50, quindi si aumenterà e diminuerà l'esposizione agendo sui diaframmi, rispettivamente, sempre ad esempio, f5,6 - f4 e f11 -f16. Ovviamente per ogni test dobbiamo prendere nota della pellicola che si sta utilizzando, dell'illuminazione, dei tempi, del diaframma, della fotocamera e dell'obiettivo.
Per effettuare le fotografie ci si dovrebbe servire di un treppiedi per essere sicuri che l'inquadratura sia sempre la stessa. Inoltre, lo sviluppo, andrebbe fatto sempre nello stesso laboratorio, con la stessa chimica e lo stesso processo.
Per la valutazione dei risultati ottenuti potremmo dire che se la migliore fotografia dovesse essere quella con corretta esposizione determinata dall'esposimetro allora si potrà affermare che la sensibilità nominale (dichiarata) corrisponde a quella realmente misurata, in caso contrario, verremmo a conoscenza degli scostamenti tra i due valori sia in aumento, che in diminuzione.
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